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Questo pomeriggio sono entrato per curiosità
in un negozio di giocattoli del centro di Cambridge.
in un negozio di giocattoli del centro di Cambridge.
Il mio obiettivo principale era di trarre ispirazione dalla semplicità di utilizzo che contraddistingue i giocattoli per i più piccoli, visto che sto progettando un'interfaccia per una applicazione mobile che vorrei fosse molto accessibile per diverse categorie di utenti.
Non trovando però niente che mi ispirasse particolarmente, ho cominciato a controllare le etichette dei prodotti per vederne il luogo di fabbricazione. Passando da un peluche ad una figurina in legno, da un'automobilina ad un freesbee, mi sono reso conto che, anche in una boutique del centro come questa:
- circa il 90 per cento dei giocattoli erano di fabbricazione cinese, tra marchi famosi (Disney®) e piccole realtà
- un 5 per cento erano di fabbricazione indonesiana, vietnamita, indiana e dello Sri Lanka
- il resto, costituito da Lego® e Playmobil®, erano di fabbricazione danese-ceca-ungherese e maltese rispettivamente
- su molti giocattoli non era riportato il luogo di fabbricazione
- solo un giocattolo, una specie di elica leggera a tre pale, era fabbricato nel Regno Unito
- solo un giocattolo (fabbricato in Indonesia) dichiarava di essere il risultato di una filiera di Commercio Equo
- solo un giocattolo (fabbricato in Cina) garantiva di non essere il risultato di lavoro minorile
- quasi tutti erano disegnati in Europa, Australia o Stati Uniti.
La prossima volta che comprerò un giocattolo a uno dei miei nipoti,
voglio ricordarmi di questo innanzitutto.
E magari prima di guardare altrove faccio un salto
da un artigiano della mia valle
o in una bottega del Commercio Equo e Solidale.
voglio ricordarmi di questo innanzitutto.
E magari prima di guardare altrove faccio un salto
da un artigiano della mia valle
o in una bottega del Commercio Equo e Solidale.
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